Guest post di Manuel Navarreta ESG & Sustainability Specialist presso Uyolo SRL
In Europa esistono molti schemi volontari per certificare il benessere animale, ma pochi hanno avuto l’impatto del Beter Leven keurmerk (BLk), letteralmente “Vivere Meglio”. Creato nel 2007 dalla Dierenbescherming, la Società Olandese per la Protezione degli Animali, il programma si distingue perché valuta l’intera filiera produttiva, dall’allevamento al macello, fino al confezionamento. Ogni passaggio deve rispettare regole precise per poter apporre il logo, garantendo così coerenza tra ciò che si promette in etichetta e ciò che avviene realmente nelle aziende.
Per i consumatori, la chiave di lettura è semplice: un sistema a stelle da 1 a 3, dove ogni stella in più corrisponde a standard più elevati di benessere animale. È una scala immediata, comprensibile e trasparente, che ha reso il marchio uno dei più riconosciuti nei Paesi Bassi. Oggi, la maggior parte dei prodotti a base di carne nei supermercati olandesi mostra almeno una stella BLk.
Dalla nicchia alla norma: il successo della scala a stelle
A poco più di dieci anni dal suo lancio, Beter Leven è passato da iniziativa pionieristica a modello di riferimento nazionale. Nel 2021, circa 16 milioni di animali sono stati allevati secondo i criteri BLk, nove volte più che nel 2012. La crescita è dovuta anche alla sua scalabilità: il livello “una stella” rappresenta un gradino accessibile per molti allevatori, fungendo da porta d’ingresso verso pratiche più sostenibili.
Secondo le analisi della Wageningen University & Research, tutto il maiale venduto nella grande distribuzione olandese ha raggiunto almeno una stella, trasformando così il livello minimo di BLk in uno standard di mercato. Dietro ogni stella non ci sono solo regole, ma misurazioni oggettive su spazio, luce, pascolo, densità e comportamento animale. Il rispetto delle norme viene verificato ogni anno da organismi di certificazione indipendenti, in modo da assicurare trasparenza e rigore.
Dentro il sistema: come funziona Beter Leven
La forza di BLk sta nella precisione tecnica dei suoi requisiti. Ogni livello di certificazione definisce parametri misurabili legati a tre dimensioni principali: pascolo, stabulazione e densità.
Per i bovini da carne, l’accesso al pascolo è uno dei criteri più importanti. A una stella corrispondono almeno 8 ore al giorno per 150 giorni l’anno, o 24 ore per 115 giorni. A due stelle servono 12 ore per 180 giorni, o 24 ore per 135 giorni. A tre stelle si arriva a 12 ore per 210 giorni, o 24 ore per 160 giorni. Ogni deroga va documentata e giustificata, rendendo il sistema tracciabile e verificabile.
Nei periodi senza pascolo, il comfort in stalla è essenziale. Un bovino di circa 550 kg deve disporre di almeno 4,6 m² a una stella, 5,6 m² a due stelle e 6,5 m² a tre stelle. Inoltre, BLk impone pavimentazioni confortevoli, luce minima di 50 lux per consentire l’ispezione e ventilazione naturale o meccanica per mantenere aria pulita e microclima ottimale. Gli ispettori verificano direttamente l’assenza di irritazioni oculari o respiratorie negli animali e, in caso di dubbio, effettuano misurazioni oggettive.
Anche la densità dei capi al pascolo è regolata con precisione: massimo 10 bovini per ettaro a una stella, 7 a due stelle e 6,5 a tre stelle. Quando il pascolo avviene in aree naturali, conta la disponibilità reale di alimento e l’obbligo di ripari adeguati per tutti gli animali.
Un punto distintivo di BLk è la gestione delle pratiche dolorose come decornazione e castrazione. Sono ammesse solo se accompagnate da anestesia e analgesia documentate dal veterinario aziendale. Per la tracciabilità, il livello a tre stelle impone limiti di trasporto (massimo 850 km per l’ingrasso e 280 km per il macello) e divieto assoluto di pungoli elettrici. Tutto questo per ridurre lo stress e garantire condizioni di viaggio rispettose del benessere animale.
Un sistema in linea con la scienza europea
Il modello Beter Leven è perfettamente allineato con le raccomandazioni scientifiche dell’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. La più recente opinione EFSA (2025) identifica come fattori chiave per il benessere dei bovini lo spazio per muoversi e riposare, l’accesso continuo all’acqua, la ventilazione, la luce naturale e la gestione stabile dei gruppi per evitare conflitti.
Tutti questi elementi sono già presenti nel sistema BLk, che aumenta progressivamente ore di pascolo, riduce la densità, migliora la qualità dell’aria e del suolo e limita le distanze di trasporto. Persino le pratiche cliniche seguono la logica EFSA: ogni intervento doloroso deve essere gestito con anestesia e analgesia, anticipando così le future norme europee in materia di dolore animale.
In sostanza, BLk non è solo un’etichetta, ma una traduzione concreta delle evidenze scientifiche in requisiti pratici. È questo a renderlo un modello di avanguardia nel panorama europeo.
La trasparenza
Un aspetto su cui Beter Leven sta continuando a evolversi è la trasparenza dei dati. Rendere pubbliche, anche in forma sintetica, le informazioni sugli audit e i risultati delle verifiche aumenterebbe la fiducia dei consumatori e la comparabilità tra aziende. Un “cruscotto” con indicatori comuni permetterebbe di capire quanto ogni stella corrisponde a un miglioramento effettivo e aiuterebbe anche gli allevatori a pianificare i propri investimenti.
Un’altra sfida riguarda la comparabilità tra specie. Oggi i criteri che distinguono una, due e tre stelle non sono identici per polli, suini o bovini. Una matrice ufficiale con requisiti chiave comuni renderebbe il sistema ancora più leggibile e coerente. Questo tipo di trasparenza è proprio ciò che l’Unione Europea incoraggia nei nuovi sistemi di etichettatura ambientale e di benessere animale.
Dalla certificazione alla cultura del benessere
L’esperienza di BLk dimostra che una certificazione non deve essere solo marketing, ma può diventare una vera infrastruttura di miglioramento continuo. Il modello olandese unisce requisiti tecnici solidi e misurabili, controlli indipendenti e trasparenza verso il consumatore. Questa combinazione riduce il rischio di “etichette vuote” e rafforza la fiducia del pubblico.
Il fatto che la proprietà del marchio resti alla società promotrice, mentre la verifica è affidata a enti terzi, garantisce una chiara separazione dei ruoli e quindi maggiore credibilità.
Migliorare ancora: le prossime sfide
Nonostante il successo, il sistema Beter Leven continua a perfezionarsi. Tra le priorità future ci sono verifiche multisito più approfondite basate su indicatori oggettivi di benessere, linee guida più specifiche sull’uso di analgesici, sulla gestione del caldo estremo e sulla ventilazione naturale, e sintesi chiare per specie che spieghino cosa cambia concretamente tra una e tre stelle in termini di qualità di vita per gli animali. Questi miglioramenti non richiedono rivoluzioni, ma un affinamento del metodo, per mantenere la leadership europea nel benessere animale.
Conclusioni
Beter Leven è un modello di responsabilità condivisa tra produttori, certificatori e consumatori. La sua forza sta nel trasformare concetti tecnici — come densità, pascolo e microclima — in garanzie concrete e verificabili.
Ogni stella BLk rappresenta un passo avanti misurabile nel benessere degli animali e un passo verso consumi più etici e informati. In un’Europa sempre più attenta al rapporto tra produzione alimentare e sostenibilità, l’esperienza olandese di Beter Leven mostra come trasparenza e scienza possano convivere in un’etichetta capace di cambiare davvero il modo in cui alleviamo, certifichiamo e acquistiamo.
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