Zoonosi in Europa nel 2024–2025: trend, rischi e implicazioni per gli allevamenti

Guest post di Fabiana Surace Chief Marketing Officer presso Cynomys

Un’analisi per allevatori e operatori zootecnici nell’ottica One Health

Introduzione

Nell’ultimo anno, la sorveglianza delle zoonosi in Europa ha confermato come le malattie trasmesse tra animali e uomo rimangano una sfida fondamentale per la salute pubblica, la sicurezza alimentare e la gestione delle filiere zootecniche. Il Report One Health sulle zoonosi 2024 – elaborato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) in collaborazione con il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) – fornisce un quadro completo basato sui dati raccolti dai 27 Stati membri dell’UE, dal Regno Unito (Irlanda del Nord) e da Paesi extra-UE.

L’approccio One Health integra salute umana, animale, alimentare e ambientale per supportare decisioni mirate di prevenzione e gestione dei rischi.

1. Principali dati e trend emergenti

Zoonosi più segnalate nel 2024

Secondo il Report One Health, le cinque zoonosi più frequentemente riportate nell’uomo sono state:

  • Campilobatteriosi (circa 168.396 casi)
  • Salmonellosi (circa 79.703 casi)
  • Infezioni da Escherichia coli produttore di tossina Shiga (STEC) (11.738 casi)
  • Listeriosi (3.041 casi)
  • Echinococcosi (984 casi)

Questi agenti rappresentano le principali cause di zoonosi nell’UE nel 2024, con trend in crescita per i primi quattro rispetto agli anni precedenti.

Trend negli ultimi anni

Il report evidenzia un aumento dei casi riportati di campilobatteriosi, salmonellosi, STEC e listeriosi negli ultimi cinque anni, suggerendo non solo una maggiore circolazione degli agenti patogeni ma anche una migliore capacità di sorveglianza e notifica.

Alimenti, animali e focolai

Oltre alle infezioni umane, i dati indicano una crescita dei focolai di malattie trasmesse da alimenti (MTA). Nel 2024, il numero di focolai epidemici è aumentato di oltre il 14% rispetto al 2023, con un incremento sia dei casi sia delle ospedalizzazioni, mentre il numero di decessi risulta leggermente diminuito.

2. Zoonosi di particolare rilievo per il settore zootecnico

Campilobatteriosi e Salmonellosi

Per gli allevatori, in particolare nei settori avicolo e bovino, campilobatteriosi e salmonellosi restano indicatori chiave di sicurezza lungo la filiera alimentare. Queste infezioni sono frequentemente associate alla contaminazione di carni, uova e prodotti di origine animale e rappresentano le principali cause di zoonosi umane notificate.

3. Implicazioni pratiche per gli allevatori

Biosicurezza e gestione sanitaria

  • Controllo rigoroso delle filiere: la presenza di agenti zoonotici lungo la catena alimentare richiede protocolli di biosicurezza che includano controlli microbiologici periodici su animali, mangimi e acqua.
  • Igiene nel trattamento post-raccolta: la contaminazione crociata tra carni, ambienti di macellazione e prodotti deve essere prevenuta attraverso corrette pratiche di igiene e sanificazione.
  • Monitoraggio degli animali: per zoonosi come STEC e Listeria, il monitoraggio continuo degli animali da allevamento e il tracciamento delle condizioni di allevamento consentono di individuare precocemente eventuali focolai.

Prevenzione attraverso buone pratiche

  • Formazione del personale: è fondamentale che gli operatori siano adeguatamente formati sull’igiene personale e sulle corrette procedure di manipolazione degli animali e dei prodotti.
  • Collaborazione con i servizi veterinari: la condivisione di dati e il confronto con veterinari e autorità sanitarie favoriscono risposte rapide ai segnali di rischio epidemiologico.

4. L’approccio One Health: cosa significa per gli allevatori

Il concetto di One Health non riguarda esclusivamente la salute degli animali o dell’uomo, ma la loro stretta interconnessione con l’ambiente. Gli allevamenti moderni sono sistemi complessi in cui fattori come la qualità dell’acqua, la gestione dei reflui e la presenza di fauna selvatica possono influenzare la diffusione degli agenti zoonotici.

Questo approccio prevede un monitoraggio integrato che combina dati sanitari animali, sicurezza alimentare, condizioni ambientali e casi umani, permettendo interventi tempestivi e mirati.

5. Novità del 2024 rispetto agli anni precedenti

Tra gli elementi più rilevanti emersi nel 2024 si segnalano:

  • la campilobatteriosi come zoonosi più frequentemente notificata anche in contesti nazionali ed europei;
  • l’incremento dei focolai alimentari a livello UE, con aumento dei casi ma una sostanziale stabilità dei decessi;
  • l’aggiornamento degli strumenti di sorveglianza, con l’introduzione di dashboard e mappe interattive per l’analisi dei trend nel tempo.

6. Raccomandazioni per il settore zootecnico

Rafforzare la sorveglianza interna

Implementare programmi di monitoraggio regolari per individuare precocemente la presenza di agenti zoonotici lungo la filiera produttiva.

Adozione di pratiche di biosicurezza avanzate

Integrare le buone pratiche standard con misure strutturali, come barriere sanitarie e percorsi separati per animali e personale, riduce in modo significativo il rischio di trasmissione.

Collaborazione intersettoriale

Lo scambio di informazioni con veterinari, autorità sanitarie e altri operatori del settore è essenziale per una gestione coordinata dei rischi.

Educazione continua

La formazione costante del personale su zoonosi, sicurezza alimentare e prevenzione delle contaminazioni rappresenta un elemento strategico per la qualità e la competitività delle produzioni.

Conclusione

Il Report One Health sulle zoonosi 2024 conferma che le malattie trasmesse tra animali e uomo rimangono una priorità per la salute pubblica e la sicurezza delle filiere zootecniche.

Per gli allevatori, conoscere i trend epidemiologici, applicare protocolli di biosicurezza efficaci e partecipare a sistemi di sorveglianza integrata non è solo un obbligo normativo, ma un investimento concreto nella sostenibilità sanitaria ed economica dell’attività.

In un’ottica One Health, ogni allevatore diventa parte attiva della prevenzione, contribuendo alla tutela degli animali, delle comunità umane e dell’ambiente in cui opera quotidianamente.

Fonti: https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/report-comunitario-one-health-sulle-zoonosi-anno-2024/ https://www.ruminantia.it/rapporto-sulle-zoonosi-2024-dellunione-europea-one-health/ https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/european-union-one-health-2024-zoonoses-report https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2025.9759

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