Bando “Benessere animale 2026” nelle Marche: guida pratica per gli allevatori

La Regione Marche ha attivato il bando Intervento SRA30 – Benessere animale per l’annualità 2026, nell’ambito del Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale 2023–2027 collegato alla PAC. Per gli allevatori marchigiani non si tratta di un contributo per comprare una macchina o realizzare un’opera, ma di un premio annuale per UBA destinato a chi sceglie di adottare pratiche di allevamento migliorative, oltre gli obblighi minimi di legge.

Il bando premia una gestione dell’allevamento più attenta, misurabile e documentabile. Per molte aziende può diventare un’opportunità concreta per ottenere un sostegno economico e, allo stesso tempo, migliorare benessere animale, organizzazione aziendale e tenuta sanitaria della mandria o del gruppo allevato.

Obiettivi del bando e dotazione finanziaria

L’obiettivo della misura è incentivare gli allevatori che si impegnano volontariamente a migliorare le condizioni di allevamento per un anno, andando oltre le norme obbligatorie vigenti e la baseline prevista dalla PAC. La Regione Marche presenta il bando anche come elemento di continuità rispetto alle precedenti misure sul benessere animale del periodo di programmazione precedente.

La dotazione finanziaria complessiva per l’annualità 2026 è pari a 6 milioni di euro. L’intervento si applica su tutto il territorio regionale e l’annualità di impegno decorre dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.

Beneficiari ammessi e requisiti di accesso

Chi può partecipare? Possono presentare domanda:

  • agricoltori singoli o associati;
  • enti e altri soggetti di diritto pubblico titolari di allevamenti.

Il bando è rivolto ad allevamenti marchigiani di bovini, bufalini, ovicaprini, equini e suini. Questo è uno degli elementi che rendono la misura particolarmente interessante: rispetto ad altri bandi regionali più ristretti, qui la platea dei potenziali beneficiari è più ampia.

Tra i requisiti principali di ammissibilità ci sono:

  • allevamento ubicato nel territorio della Regione Marche;
  • disponibilità di animali della specie per cui si richiede il contributo;
  • consistenza media annua minima, per singola specie, pari ad almeno 5 UBA nelle zone montane e 10 UBA nel restante territorio regionale;
  • impegno ad allevare la specie interessata per almeno un anno a partire dal 1° gennaio 2026;
  • obbligo di partecipare con tutti gli animali della stessa specie presenti in azienda;
  • impegno ad apportare miglioramenti sostanziali alle condizioni di benessere animale.

Il messaggio pratico è semplice: prima ancora di pensare alla domanda, conviene verificare subito dimensione dell’allevamento, specie ammissibili e coerenza dei dati registrati in BDN e nel fascicolo aziendale.

Il ruolo di ClassyFarm e la soglia minima da rispettare

Uno snodo centrale del bando è ClassyFarm, il sistema informatico veterinario utilizzato per verificare il livello minimo di benessere animale dell’allevamento. L’adesione avviene tramite professionisti abilitati che compilano la checklist di autocontrollo relativa alla specie e all’indirizzo produttivo.

Per essere ammesso, l’allevamento deve dimostrare:

  • un punteggio minimo di sintesi pari ad almeno 60;
  • l’assenza di quesiti cogenti con valutazione insufficiente rispetto alla normativa di riferimento.

Il bando specifica inoltre che l’adesione a ClassyFarm, intesa sia come accesso dell’allevatore sia come produzione della checklist, doveva avvenire entro il 31 marzo 2026. Se esiste già una checklist valida del 2025, questa adesione si considera assolta. Se invece il sistema ClassyFarm non fosse utilizzabile, è richiesta una certificazione del livello di benessere animale sottoscritta da un medico veterinario iscritto all’albo professionale.

Dal punto di vista operativo, questo significa che il bando non premia solo la volontà di migliorare, ma richiede una base aziendale già verificabile. Chi vuole aderire deve arrivare preparato, con situazione tecnica e documentale in ordine.

Interventi ammissibili e impegni richiesti agli allevatori

L’intervento SRA30 non finanzia una singola spesa materiale. Finanzia invece un insieme di impegni gestionali e organizzativi che puntano a garantire criteri superiori di benessere animale rispetto ai requisiti obbligatori. Il bando organizza questi impegni in quattro aree principali:

  • Area 1: acqua, mangimi e cura degli animali;
  • Area 2: condizioni abitative, maggiore spazio disponibile, superfici dei pavimenti, luce naturale e microclima;
  • Area 3: condizioni che consentono l’espressione di un comportamento naturale;
  • Area 4: accesso all’aperto e pascolo.

Esempi concreti di impegni previsti

A seconda della specie e dell’indirizzo produttivo, il bando richiama impegni come:

  • piani alimentari in relazione all’età e alla fase produttiva;
  • controllo delle micotossine e della qualità dell’acqua di abbeverata;
  • controlli sistematici sulle affezioni podali e loro cura;
  • monitoraggio delle mastiti subcliniche nei capi in mungitura;
  • lotta sistematica a roditori, mosche e altri insetti con registrazione degli interventi;
  • gestione delle aree di esercizio e del pascolo;
  • per i suini, arricchimento ambientale e gestione dei gruppi coerente con le esigenze etologiche;
  • controllo parassitologico sugli animali al pascolo.

Pascolo e accesso all’aperto: quando contano di più

Per le aziende che lavorano con accesso all’aperto o pascolo, il bando prevede impegni aggiuntivi specifici. Ad esempio, per il pascolo va verificata la superficie disponibile nel fascicolo aziendale, con carico non superiore a 2 UBA/ha nel periodo di pascolamento, e la permanenza media al pascolo deve essere almeno di 120 giorni, con minimo 8 ore al giorno per un numero di animali superiore al 60% del totale. È inoltre previsto almeno un controllo parassitologico annuale su un campione significativo di animali al pascolo.

Il premio più alto legato al pascolo può essere interessante, ma richiede una gestione precisa e documentata, non soltanto la disponibilità teorica di superfici.

Spese ammissibili e logica del contributo

Non c’è un classico elenco di spese rimborsate. Il sostegno è calcolato per UBA verificate nella BDN, fino a un massimo di 200 UBA/anno, fermo restando l’obbligo di includere tutti gli animali presenti in azienda della stessa specie oggetto di contributo. Per le UBA eccedenti il limite di 200 non viene riconosciuto sostegno.

Se l’impresa alleva più specie, il sostegno può essere corrisposto per ciascuna specie ammessa, nei limiti previsti dal bando. In sostanza, il premio serve a compensare maggiori costi e minori ricavi collegati agli impegni di benessere animale, non a rimborsare una singola fattura.

Entità del contributo: quanto possono ottenere gli allevatori

Il pagamento annuale prevede importi differenziati per specie e per presenza o meno del pascolo. Gli importi riportati nel bando sono:

  • Ovicaprini da carne: 110 €/UBA; 160 €/UBA con pascolo
  • Ovicaprini da latte: 110 €/UBA; 160 €/UBA con pascolo
  • Bovini e bufalini da latte: 190 €/UBA; 300 €/UBA con pascolo
  • Bovini da carne: 200 €/UBA; 300 €/UBA con pascolo
  • Equini: contributo previsto solo con pascolo, 170 €/UBA
  • Suini: 70 €/UBA; 180 €/UBA con pascolo semibrado, ma questo importo è subordinato all’approvazione dell’adeguamento del CSR regionale.

Per i primi 200 UBA il premio è riconosciuto al 100%. Il bando precisa anche che questi importi sono da intendersi come valori massimi: se il budget disponibile non fosse sufficiente a coprire tutte le richieste, gli importi potranno essere ridotti proporzionalmente, con una riduzione massima del 40%.

Per molte aziende bovine, bufaline e ovicaprine, soprattutto se già organizzate per il pascolo o per l’accesso all’aperto, il premio può quindi diventare economicamente interessante.

Criteri di selezione: cosa cambia rispetto ad altri bandi

Nel bando Marche non sono previsti criteri di selezione. Non c’è quindi una graduatoria a punteggio strutturata come in altri bandi regionali.

Questo cambia molto l’approccio pratico. Più che “costruire punteggio”, qui conta soprattutto:

  • avere davvero i requisiti di ammissibilità;
  • presentare una domanda corretta;
  • essere in regola con ClassyFarm, fascicolo e dati aziendali;
  • saper documentare gli impegni assunti.

Come presentare la domanda

La domanda di sostegno/pagamento deve essere presentata utilizzando la modulistica predisposta da AGEA, secondo le istruzioni operative della campagna 2026, alle quali il bando regionale rinvia integralmente. La base per la compilazione elettronica è il fascicolo aziendale, che deve essere costituito o aggiornato correttamente. I dati utilizzabili per la richiesta dell’aiuto devono risultare dichiarati nel fascicolo aziendale dalla decorrenza dell’impegno, cioè dal 1° gennaio 2026.

Tempistiche da monitorare con attenzione

Nel documento regionale non è indicata una scadenza finale già fissata per la presentazione della domanda. La Regione rimanda infatti ai termini che saranno stabiliti da AGEA con le istruzioni operative della campagna 2026. Le due date certe da tenere a mente sono:

  • decorrenza dell’impegno: 1° gennaio 2026;
  • adesione a ClassyFarm: 31 marzo 2026.

Cosa conviene preparare in pratica

Per arrivare pronti alla domanda, è utile muoversi per tempo con:

  • fascicolo aziendale aggiornato;
  • consistenza zootecnica correttamente registrata;
  • verifica delle UBA minime per specie;
  • adesione a ClassyFarm e checklist valida;
  • registri, analisi, piani alimentari, documentazione sanitaria e altra evidenza utile a dimostrare gli impegni.

Vincoli e obblighi per i beneficiari

Gli impegni devono essere mantenuti per l’intera annualità. La perdita dei criteri di ammissibilità può determinare decadenza totale dell’impegno oppure esclusione annuale con recupero dei premi erogati nell’anno di mancato rispetto delle condizioni.

In concreto, il beneficiario deve:

  • mantenere per tutto l’anno gli impegni assunti;
  • garantire la verificabilità delle pratiche attraverso registri e documentazione;
  • rispettare i requisiti di benessere e la condizionalità applicabile;
  • accettare controlli amministrativi e in loco;
  • mantenere, salvo casi specifici, il numero di capi ammesso per tutto il periodo annuale di impegno.

Diversamente da quanto spesso accade in sintesi troppo generiche, il bando Marche disciplina anche il trasferimento degli impegni: in caso di cessione totale o parziale dell’azienda o dell’allevamento, il subentrante può rilevare l’impegno per la parte trasferita e per il periodo residuo, purché prosegua con gli stessi impegni e possieda i requisiti di ammissibilità richiesti.

Perché questo bando può interessare davvero gli allevatori marchigiani

Il valore del bando non sta solo nel premio. Per un allevatore, lavorare meglio su alimentazione, acqua, comfort, microclima, igiene, pascolo, gestione dei gruppi e monitoraggio sanitario significa spesso migliorare anche regolarità produttiva, salute animale e organizzazione aziendale. Questo tipo di misura spinge verso un allevamento più professionale e più misurabile.

In questo contesto, strumenti di monitoraggio ambientale e raccolta dati possono diventare molto utili non tanto perché “finanziati direttamente”, ma perché aiutano l’azienda a mantenere standard elevati, documentare meglio le pratiche e rendere più solida la gestione tecnica dell’allevamento.

Consigli pratici per aumentare le probabilità di accesso

Prima di presentare domanda, conviene seguire una breve check-list ma molto concreta.

1. Verificare subito requisiti e consistenza UBA

Controlla specie ammesse, soglia minima UBA e coerenza dei dati in BDN. Se i numeri non sono allineati, il rischio è arrivare alla domanda con una base già fragile.

2. Chiudere per tempo il passaggio su ClassyFarm

Il requisito di ingresso non è secondario: senza punteggio minimo 60 e senza checklist valida, l’azienda non entra correttamente nella misura.

3. Scegliere impegni sostenibili davvero per l’azienda

Il bando dura un anno intero. Meglio puntare su impegni coerenti con la struttura, il personale e l’organizzazione dell’allevamento, evitando di promettere pratiche difficili da mantenere.

4. Ordinare la documentazione prima dell’apertura operativa AGEA

Registri, analisi, piani alimentari, documenti sanitari, evidenze sul pascolo e fascicolo aziendale aggiornato devono essere pronti in anticipo. È uno dei passaggi che più spesso fa la differenza tra una domanda lineare e una pratica problematica.

La chiave, però, resta la preparazione. Chi arriva con fascicolo aggiornato, UBA verificate, ClassyFarm in ordine e una strategia tecnica realistica ha molte più possibilità di trasformare il bando in un vantaggio concreto per l’azienda. Oggi il benessere animale non è solo un adempimento: è sempre più un fattore di efficienza, credibilità e competitività per l’allevamento.

5. Leggere il bando in ottica gestionale, non solo contributiva

Il premio è utile, ma il vero vantaggio si ottiene quando gli impegni scelti aiutano anche a migliorare benessere, biosicurezza, organizzazione e continuità produttiva dell’azienda.

Conclusione

Il bando SRA30 Benessere animale 2026 della Regione Marche è una misura concreta per gli allevatori che vogliono andare oltre il minimo normativo e ottenere un sostegno economico legato a pratiche di allevamento più evolute. La dotazione da 6 milioni di euro, l’ampiezza delle specie ammesse e l’assenza di criteri di selezione rendono questa opportunità particolarmente interessante per molte aziende zootecniche del territorio.

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