Guest post di Manuel Navarreta ESG & Sustainability Specialist presso Uyolo SRL
Introduzione
Nel panorama attuale della zootecnia italiana, il benessere animale sta assumendo un ruolo sempre più centrale, un vero e proprio parametro strategico per le aziende del settore. In tal senso, il Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale (SQNBA), istituito nel 2022, rappresenta una svolta importante per l’allevamento italiano.
Per comprendere l’importanza di questo sistema, è necessario fare un passo indietro nella storia. Il concetto di benessere animale ha radici profonde: già nel 1822, il Parlamento britannico approvò il “Martin’s Act“, la prima legge al mondo che vietava il maltrattamento degli animali da allevamento. Questo rappresentò un momento storico, trasformando un principio morale in una norma giuridica concreta.
Il vero cambio di paradigma arrivò però nel secondo dopoguerra, quando l’intensificazione degli allevamenti fece emergere nuove problematiche. Il libro “Animal Machines” di Ruth Harrison, pubblicato nel 1964, denunciò le condizioni degli allevamenti industriali, spingendo il governo britannico a istituire la Commissione Brambell. Nel 1965, questa commissione introdusse le famose “Five Freedoms” (cinque libertà), che per la prima volta definirono criteri scientifici e misurabili per valutare il benessere animale.
Queste cinque libertà fondamentali sono: libertà dalla fame e dalla sete, libertà dal disagio fisico e termico, libertà dal dolore, dalle malattie e dalle ferite, libertà di esprimere comportamenti naturali, e libertà dalla paura e dal distress. Questi principi sono diventati la base di tutta la legislazione moderna sul benessere animale.
L’Unione Europea ha recepito questi principi nel proprio diritto: l’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea riconosce oggi gli animali come “esseri senzienti” e obbliga tutte le industrie che li coinvolgono a rispettare le loro esigenze di benessere.
La rivoluzione della sostenibilità: il contesto normativo attuale
Oggi, il benessere animale si inserisce in un quadro molto più ampio di sostenibilità aziendale. Le aziende del settore agro-zootecnico devono confrontarsi con una crescente serie di requisiti normativi che vanno dal cambiamento climatico alla tutela della biodiversità, dai diritti dei lavoratori alla rendicontazione trasparente delle proprie attività.
Il punto di svolta è rappresentato dalla Direttiva Europea sulla Rendicontazione di Sostenibilità (CSRD), che attraverso gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards) obbliga le aziende a rendicontare tutti gli impatti che causano o subiscono relativi alle persone e al Pianeta. Si tratta di parametri concreti che devono essere monitorati, controllati e verificati.
Questo cambiamento rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale per il settore: i valori etici, prima considerati “intangibili”, devono ora essere trasformati in indicatori misurabili e verificabili. Le aziende che non si adeguano a questa nuova realtà rischiano di essere escluse dai mercati più evoluti e dagli investimenti responsabili.
SQNBA: Un sistema innovativo per la zootecnia Italiana
È in questo contesto che nasce il Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale (SQNBA), sviluppato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) in collaborazione con il Ministero della Salute e Accredia. Si tratta di uno schema volontario che integra i principi delle “Five Freedoms” con le moderne esigenze di governance ESG (Environmental, Social, Governance).
L’SQNBA abbraccia una visione più ampia che include la biosicurezza, l’uso prudente dei medicinali veterinari e la tutela ambientale. Questo approccio rappresenta una novità nel panorama italiano e internazionale, offrendo alle aziende uno strumento completo per gestire la sostenibilità della propria attività.
Il sistema si basa su un modello di “soft law” che va oltre i requisiti minimi legislativi, permettendo alle aziende di distinguersi sul mercato e di prepararsi alle future evoluzioni normative. La conformità viene verificata da organismi accreditati, garantendo la credibilità e la trasparenza del sistema.
I cinque disciplinari: guida pratica per gli allevatori
Il cuore operativo dell’SQNBA è costituito da cinque disciplinari specifici, approvati dal Comitato Tecnico Scientifico per il Benessere Animale. Ogni disciplinare è stato sviluppato considerando le specificità di diverse tipologie di allevamento:
1. Suini da ingrasso all’aperto
Per i suini allevati all’aperto, il disciplinare pone particolare attenzione alla libertà di movimento, richiedendo un minimo di 250 metri quadrati per capo. Questo spazio generoso permette agli animali di esprimere i loro comportamenti naturali, come il grufolare e l’esplorazione.
Il disciplinare richiede la presenza di un’area infermeria dedicata per gli animali che necessitano di cure particolari, e impone controlli regolari della condizione corporea attraverso il Body Condition Score (BCS). Per quanto riguarda la biosicurezza, viene adottato il sistema della “dogana danese”, che prevede una netta separazione tra zone “pulite” e “sporche” per minimizzare il rischio di contaminazione.
2. Bovini da latte in stalla
Questo disciplinare si applica agli allevamenti con più di 50 capi in stabulazione libera. L’attenzione è concentrata sulla qualità della produzione di latte e sul benessere delle mucche. Gli animali devono avere spazi sufficienti, alimentazione frazionata e controlli quotidiani. Particolare importanza viene data al monitoraggio delle cellule somatiche nel latte per prevenire la mastite, una delle principali problematiche sanitarie negli allevamenti da latte.
3. Bovini da carne in stalla
Per i bovini da carne, il disciplinare stabilisce spazi minimi differenziati in base al peso degli animali e richiede ispezioni quotidiane rigorose. La pavimentazione deve essere progettata per prevenire lesioni e cadute, e deve essere presente un’area infermeria chiaramente identificata. L’uso dei medicinali veterinari è attentamente regolamentato, con l’obiettivo di limitare l’antibiotico-resistenza.
4. Bovini al pascolo
Questo disciplinare richiede che almeno il 30% degli animali usufruisca del pascolo per un minimo di 60 giorni all’anno. Il benessere viene monitorato attraverso controlli regolari della condizione corporea, mentre vengono applicate rigorose misure di biosicurezza basate sul “modello danese”.
5. Piccoli allevamenti bovini
Per gli allevamenti con meno di 50 capi, il disciplinare è più flessibile, consentendo sia la stabulazione libera che quella fissa, ma richiede comunque almeno 60 giorni all’anno di accesso a spazi aperti per ogni animale.
I quattro pilastri del sistema
Ogni disciplinare si articola attorno a quattro macro-aree fondamentali:
Benessere Animale (BA): Include indicatori sia “resource-based” (dimensionamento ambienti, dotazioni, microclima) che “animal-based” (valutazione lesioni, mortalità, condizione corporea).
Biosicurezza (BS): Comprende misure per prevenire l’introduzione di agenti patogeni negli allevamenti, proteggendo sia gli animali che gli operatori.
Uso Prudente del Medicinale Veterinario (MV): Promuove l’utilizzo responsabile degli antibiotici, limitandone l’uso ai casi strettamente necessari per contrastare l’antibiotico-resistenza.
Tutela Ambientale (AM): Include misure per ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti, dalla gestione dei reflui al controllo delle emissioni.
I benefici concreti
I progetti pilota già condotti hanno dimostrato che l’adozione dell’SQNBA porta benefici tangibili e immediati. Si registra una significativa riduzione della mortalità neonatale, una diminuzione dell’uso di antibiotici e un’ottimizzazione delle performance produttive. Questi miglioramenti si traducono in maggiore redditività per gli allevatori, dimostrando che sostenibilità e profitto possono andare di pari passo.
Dal punto di vista strategico, l’adozione dell’SQNBA offre alle aziende diversi vantaggi competitivi. Le imprese certificate risultano più attraenti per gli investitori attenti ai criteri ESG, hanno accesso a mercati più remunerativi e riducono il rischio di accuse di greenwashing. Inoltre, possono posizionarsi come pioniere della sostenibilità, anticipando le future evoluzioni normative.
Le prospettive future
Il sistema SQNBA è destinato a evolversi e ampliarsi. Tre direttrici di sviluppo appaiono particolarmente strategiche:
- La digitalizzazione dei controlli attraverso sensori IoT e algoritmi di machine learning permetterà di generare flussi di dati continui (temperatura, umidità, vocalizzazioni) per ottenere feedback correttivi in tempo reale.
- L’espansione a nuove specie è già programmata: dal 2026 saranno introdotti disciplinari per ovi-caprini, mentre si sta lavorando sull’adozione di biomarcatori neuro-endocrini per oggettivare gli score comportamentali.
- La sinergia con i target climatici rappresenta un’opportunità particolarmente interessante: misure di welfare come la riduzione della densità di stabulazione e l’accesso al pascolo possono contribuire alla mitigazione delle emissioni di metano e alimentare il mercato dei carbon credit zootecnici.
Conclusioni
L’evoluzione dal Martin’s Act del 1822 all’SQNBA del 2022 testimonia come il benessere animale sia passato da questione marginale a componente strutturale delle politiche di sostenibilità moderne. Il sistema italiano rappresenta un modello innovativo che coniuga rigore scientifico, legittimazione normativa e vantaggio competitivo.
Per le aziende del settore, l’adozione dell’SQNBA non rappresenta solo un costo di adempimento, ma un investimento strategico con ritorni misurabili. Chi saprà anticipare questa curva regolatoria, incorporando da subito le metriche SQNBA nei propri sistemi di gestione, potrà posizionarsi come leader non solo nel mercato domestico, ma anche nei canali export a più alto valore aggiunto.
Il futuro della zootecnia italiana passa necessariamente attraverso la sostenibilità. L’SQNBA offre gli strumenti per affrontare questa sfida, trasformando un obbligo normativo in un’opportunità di crescita e differenziazione. Le aziende che sapranno cogliere questa opportunità saranno quelle che definiranno il futuro del settore negli anni a venire.
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